Nasce
a Mariano
del Friuli (Gorizia) il 2 settembre 1942, ultimo di tre fratelli, in un
periodo
in cui in Friuli la guerra è ancora ben lontana dalla fine,
e vive i problemi
familiari di un padre deportato in Germania e di una madre costretta ad
un duro
lavoro per mandare avanti la famiglia. La madre, figlia di un
industriale della
sedia di allora, amante della cultura e pur costretta, in quanto donna,
a
rinunciare agli studi e a lavorare come operaia in fabbrica, manda il
figlio
primogenito, Mario, a studiare a Venezia. Luciano Chinese
a cinque anni
lascia il paese per trasferirsi a Grado e quando vi ritorna si sente
già un
po’ estraneo…Frequenta, al suo paese, la scuola
elementare, coetaneo
e compagno di classe di Dino Zoff, con il quale manterrà
rapporti di amicizia.
A
tredici anni
si trasferisce a
Venezia, per frequentare l’Istituto d’Arte
e intraprendere
poi (conseguita da privatista la maturità al Liceo
Artistico) studi di
Architettura e frequentare, con il Maestro Bruno
Saetti,
l’Accademia di Belle Arti.
Venezia,
in
quel periodo, è una delle città europee
culturalmente più importanti, dove
Chinese frequenta la Fondazione Giorgio Cini, luogo in cui convergono i
personaggi più importanti della cultura di allora ed ha
l’occasione di
incontrare filosofi come Horkheimer, Marcuse, Heidegger, gli storici
dell’arte Bettini, Ivanov, il critico letterario Vittore
Branca. A Salisburgo
assiste ad alcune lezioni di Emilio Vedova; alla Facoltà di
Architettura si
trova in rapporti di amicizia e in un gruppo di lavoro con Mario Botta,
allora
studente anche lui; ha come professori Carlo Scarpa, Giuseppe
Samonà, Leonardo
Benevolo, incontra Le Corbusier; conosce e frequenta artisti come
Armando
Pizzinato, Virgilio Guidi, Bacci, Morandis, Finzi, conosce il giovane
Fabrizio
Plessi.
In
quegli anni
comincia ad esporre le proprie opere in varie rassegne, alternando i
propri
soggiorni tra Venezia, dove risiede, e il Friuli. A Gorizia, nel 1962,
viene
segnalato per le sue opere al Premio S.Floriano, nel quale sono di
giuria, fra
gli altri, Silvio Branzi, Gino Morandis e Fulvio Monai e dove, tra i
vincitori,
risulteranno Cesare Mocchiutti e Sergio Altieri.
Nel
1967 ha
luogo la sua prima mostra personale, a Folgaria di Trento.
Nel
frattempo,
a Venezia, frequenta gli ambienti artistici e culturali
dell’epoca ed ha
occasione di conoscere artisti come Carlo Carrà, importanti
critici
d’arte, come Umbro Apollonio, Giuseppe Marchiori, Guido
Perocco, Giuseppe
Mazzariol, Toni Toniato, Paolo Rizzi, poeti come Giuseppe Ungaretti,
Alfonso
Gatto, Ugo Fasolo, Mario Stefani; studiosi, come Nereo Vianello.
Nel
1967 apre,
a Folgaria di Trento, la prima sede della Galleria Nuovo
Spazio, dove organizza rassegne
importanti di pittori, presentando le ultime tendenze della ricerca
artistica,
sulla base di scelte operate in collaborazione con critici noti di
diversa
estrazione estetica: Umbro Apollonio, allora direttore della Biennale
di
Venezia, Alfonso Gatto, Luigi Fraccalini, Giuseppe Marchiori e Toni
Toniato.
Tra gli artisti più noti, soprattutto per la presenza alla
Biennale di Venezia,
con sale personali, sono presenti a questa rassegna della Galleria
“Nuovo
Spazio” Ceroli, Marotta, Pozzati e Verna.
Luciano
Chinese alterna, in questi anni, alla Galleria
Nuovo Spazio, mostre
collettive e personali di notevole rilievo, alla presentazione di altre
forme
artistiche, come la poesia: è del 1969 il premio di poesia
che egli organizza,
sotto la presidenza di Ugo Fasolo e con una giuria formata dai prof.
Luigi
Fraccalini, Mario Lucchesi, Toni Toniato, Nereo Vianello e Gino
Zennaro.
Appassionato di tutto ciò che concerne le diverse forme
d’arte, alterna
la propria frequentazione delle gallerie alle serate della Fenice, dove
si reca
assiduamente.
Nel 1969
Chinese espone le sue opere a Venezia, assieme
ad altri artisti e poi in una personale a Udine. Partecipa poi ancora a
numerose rassegne a Venezia, a Roma e, infine, viene invitato
dall’allora
direttore Pietro Zampetti, ad esporre, con una personale, alla
Bevilacqua La
Masa di Venezia. Chinese però non esporrà,
perché dovrà partire militare, dove,
alla Cecchignola, alla Scuola del Genio, eseguirà una serie
di formelle in
terracotta (dodici pannelli), rappresentanti l’opera dei
“fabriceris”.
L’attività
di Chinese, nella galleria di Folgaria continua intanto instancabile,
con
mostre personali del futurista Giovanni Korompay e con la prima mostra
personale della pittrice Federica Bertino e presenta ancora il giovane
artista
Germano Olivotto. Chinese intanto vive continuamente nel mondo
artistico,
partecipando a innumerevoli attività: fa parte della giuria
di un premio di
pittura a Venezia, con Sergio Molesi e Fulvio Monai, conosce e
frequenta Giuseppe
Zigaina, organizza a
Gradisca,
invitato da Bruno Patuna, una rassegna di grafica di maestri italiani e
stranieri: Baj, Dalì, Gentilini, Guidi, Korompay, Migneco,
Morlotti, Spacal,
Volpini e Zigaina. Organizza poi, nella stessa sede, una personale di
grafica
di Marino Marini.
Nel
1971, apre
la nuova sede della Galleria Nuovo Spazio a
Venezia, che inaugura con la
prima mostra postuma di Crippa, con la partecipazione della moglie,
Nini
Baggini Crippa. Nel 1974 organizza ancora a Gradisca una mostra di
grafica di
Guidi. Nella sede veneziana della Galleria Nuovo Spazio
continua ad
allestire mostre personali di pittori noti o di giovani promettenti,
conosce i
maestri della pittura figurativa veneziana, Carlo Dalla Zorza, Aldo
Bergamini,
Armando Tonello, Santomaso, Girolamo De Stefani, organizza mostre di
Baj ( che
sarà anche ospite a casa sua) , di Manzù e di
Picasso.
Anche
nella
nuova sede veneziana alterna mostre di pittori e scultori alla
presentazione di
poeti. Conosce il fotografo Italo Zannier, lo scrittore Ugo Facco de
Lagarda,
che sarà un assiduo frequentatore della galleria di Chinese
e lo scrittore Ezra
Pound.
Terminato
il
servizio militare a Roma, Luciano Chinese rientra a
Venezia, dove, pur
continuando ad occuparsi della galleria, inizierà
contemporaneamente la sua
carriera di insegnante, che porterà avanti in parallelo alla
sua attività di
gallerista per vent’anni: nella scuola organizzerà
incontri tra studenti
ed artisti e poeti, rappresentazioni didattiche interdisciplinari e
mostre
itineranti, dove presenterà artisti come Mario Abis,
Ferruccio Bortoluzzi, Aldo
Bresciani, Boscolo Natta, Fiume, Yoichi Ohira.
Organizza
nella
sua galleria numerose mostre di Giuseppe Zigaina; in occasione di una
di queste
mostre conosce le figlie di Feltrinelli, con la madre, signora Dalle
Nogare, il
sindacalista Trentin, Pier Paolo Pasolini. In quegli anni il suo nome
appare
spesso nei giornali, con articoli di Fulvio Monai, Paolo Rizzi, Marino
Medeot,
in quanto appare, nel quadro delle gallerie veneziane, un giovane
gallerista di
punta, che presenta artisti famosi ed emergenti e che considera il suo
lavoro
con passione per l’arte e la cultura e cerca di essere un
trampolino per
i giovani artisti. Espone numerose opere di Music, fa alcune mostre di
giovani
comportamentisti e delle prime femministe, conosce Music e Spacal;
recatosi a
casa dello scultore Mascherini con Marchiori, incontra la signora
Malabotta
(collezionista di De Pisis).
Nel
1976 in
Friuli c’è il terremoto: Luciano Chinese
parte da Venezia per
raggiungere la famiglia, che per fortuna non è direttamente
toccata dai danni
del sisma; visita i luoghi terremotati ancora inaccessibili assieme al
fratello, che, come architetto, viene chiamato per i sopralluoghi per
la
ricostruzione. A Mariano del Friuli organizza una mostra con settanta
opere di
artisti (Bortoluzzi, Crippa, Deluigi, Depero, Guidi, Korompay, Hokusay,
Tancredi Parmeggiani, Treccani, Vedova, Zennaro, Zigaina) a favore dei
terremotati.
E’
di
quegli anni un episodio che, casualmente questa volta, ma con grande
soddisfazione, lo porterà sui giornali veneziani: durante un
violento
acquazzone, Chinese, passeggiando per la città lagunare,
entra nella chiesa dei
Carmini, dove vede che nella chiesa, recentemente restaurata, ma non
nel tetto,
piove su una tela di Cima da Conegliano e, chiamato subito il parroco,
copre,
insieme a lui, con una tela l’opera, mettendola
così in salvo.
Ancora
del 1976
sono: una curiosa mostra itinerante, che, passando per la
Galleria Nuovo
Spazio, continuerà in una nave, lo
“Stradivari”, approdato a
Venezia; una mostra personale di Armando Pizzinato, un incontro con il
poeta
Mario Stefani, diventato amico, assiduo frequentatore della galleria e
che
presenterà in seguito moltissime mostre della sua galleria.
Nel
1977
partecipa all’Arte Fiera di Bari. Nel
giugno dello stesso anno
trasferisce la galleria dalla sede veneziana di SS. Apostoli alla sede
di via
XXII marzo, vicinissima alla Piazza S.Marco. Questa sede, inaugurata
con una
mostra personale di Giovanni Korompay, diventerà, sui suoi
cinque piani
espositivi, un centro culturalmente aperto a diverse tendenze
dell’arte,
con mostre di pittori e scultori italiani e stranieri, incontri di
musica e
poesia. In questa sede presenta un’importante rassegna di
sculture (i
fiori) di Marcello Mascherini e di disegni, alla presenza
dell’artista e
Giuseppe Zigaina. Qui, al centro di Venezia e a pochi passi dalla
Piazza S.
Marco, avrà maggiori occasioni di conoscenze:
incontrerà il regista Giovanni
Poli, il regista e artista Arnaldo Momo, con il quale
presenterà il gruppo “Poesiaquattro”,
che gli varrà l’interessamento dei giornali e
dell’allora sindaco
di Venezia, Mario Rigo, il pittore Mario Disertori, il cantante,
appassionato
d’arte, Pino Donaggio. E’ del 1978 una personale di
Hollesch, una
di Giorgio Celiberti e in aprile ritorna all’Arte fiera di
Bari. Nel
maggio 1978 Chinese si sposa. In luglio presenta una mostra di Luigi
Veronesi,
in novembre presenta nella sua galleria le aeropitture e la sassintesi
di
Tullio Crali. Allestisce anche un’interessante mostra di
sculture
esquimesi, ampiamente documentata da filmati e libri e durante la quale
Chinese
incontra, nella propria galleria, alcuni rappresentanti diplomatici del
Quebec.
Nel
1979 La Galleria
Nuovo Spazio festeggia i dieci anni di attività:
in quest’occasione
appaiono nei giornali parecchie interviste, nelle quali Chinese
racconta il
proprio modo di intendere la professione di gallerista e, per celebrare
i dieci
anni, presenta una cartella di grafica, edita dalla galleria, con opere
di
Bortoluzzi, Korompay e Zigaina, contenente una sorta di manifesto del
gallerista, scritto da Chinese: “Perché un
gallerista sceglie”, sul
quale molti artisti ed intellettuali dell’epoca apporranno la
loro firma
e che sarà fra l’altro pubblicato sulla
“ Loggia dei mercanti”,
organo del sindacato nazionale mercanti d’arte moderna.
Nel
1979,
proprio mentre sta per partire per la Fiera di Bari, riceve la notizia
che uno
dei suoi fratelli, Renzo, è caduto per un incidente sul
lavoro ed è molto
grave; nello stesso anno nasce la prima figlia e muore suo padre:
questi
avvenimenti ispireranno alcuni degli scritti più personali
del volumetto
“Io chi?”, che nel 1981
pubblicherà con la
casa editrice Italia Letteraria, con la presentazione di Giuseppe
Zigaina.
Questo volumetto, nel quale egli si presenta con sincerità,
come persona
soprattutto, che vive l’arte in un rapporto stretto di
simbiosi e a volte
di antagonismo con gli artisti di cui presenta o va a vedere le opere(
Andy Warhol,
che conosce in quegli anni, Tullio Crali, Giovanni Korompay), gli vale
delle
lettere di apprezzamento e di amicizia da parte di molti: gli artisti
Bortoluzzi e Crali soprattutto, che gli scriverà una lunga
lettera (poi letta,
in occasione della mostra antologica dell’artista, nel 2004,
dopo la
morte di Crali, al Museo Rivoltella di Trieste), lo scrittore Ugo Facco
de
Lagarda, lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, il regista
Michelangelo
Antonioni, Andrea Zanzotto e numerose recensioni.
Continua
la sua
frequentazione di artisti e critici, Enrico Baj, Korompay, Zigaina,
Cernigoj,
Zajec, di cui fa una mostra personale, Simon Benetton, Toniato,
Marchiori, e
incontra Nurereiev. Partecipa ai festeggiamenti del 90°
compleanno di Virgilio
Guidi, allestisce un’antologica con opere dal ’43
al ’76,
nella quale espone più di ottanta quadri, di Anton Zoran
Music, una mostra di
artisti giapponesi. Allestisce una mostra personale dei quadri di
Amanda Lear,
che gli varrà la conoscenza di personaggi della televisione,
come Pippo Baudo e
il giornalista Ruggero Orlando. Nel 1983, la Biblioteca Comunale del
suo paese
organizzerà un incontro col gallerista.
Nel
frattempo Luciano
Chinese, desideroso di contatto con la natura, percorre, in
barca, ogni
qualvolta gli è possibile, le isole della laguna veneta o si
sposta fino alla
Laguna di Grado, attraverso fiumi e canali, con la famiglia o con
amici,
pittori stranieri, che, in occasione di mostre nella sua galleria,
intrecciano
rapporti di amicizia e godono di un pique-nique nelle isole della
laguna,
oppure si rifugia, il fine settimana, nella casa dei suoi genitori e
passeggia
o corre in bicicletta per i campi circostanti e approfitta della
presenza in
Friuli di tanti maneggi da diporto per salire a cavallo o, ancora, si
rifugia
in una casetta al mare, nei pressi di Eraclea.
A
Venezia,
intanto, cambia casa; continua a spostarsi e a intrecciare rapporti con
importanti collezionisti friulani, milanesi, emiliani, ad organizzare
mostre.
Nel 1985 muore la madre, alla quale Chinese era molto legato e che egli
portava
sempre ad esempio nella vita per la sua tenerezza, pur dimostrandosi
forte e
capace di affrontare situazioni difficili come quelle del dopoguerra,
con un
marito tornato in cattive condizioni dal campo di concentramento. Nello
stesso
anno nasce il secondo figlio, Tancredi.
Nel
1986, in
concomitanza con la mostra di Palazzo Grassi Futurismo-Futuristi,
Luciano
Chinese organizza un’importante mostra di Tullio
Crali, con
sessantadue quadri. Chinese alterna alle mostre di pittori italiani
quelle di
giovani stranieri, tra cui alcuni, come Dabernig, Benetik, Franz
Stäler o il
francese Lecloirec diventeranno artisti molto conosciuti nei loro paesi
d’origine e all’estero.
Questa
intensa
attività di gallerista, i continui spostamenti da una
città in cui ci si muove
troppo lentamente, in cui gli spazi sono limitati, e un certo pudore
nel
presentarsi al pubblico come artista, lui che “di
artisti” doveva
“essere regista”, come dice Ernesto Luciano
Francalanci in un suo
scritto su Chinese, gli impediscono di portare avanti in parallelo la
sua
attività di pittore, che però egli svolge, in
segreto, disegnando, riflettendo
e progettando.
Tra
il 1987 e
il 1988 Luciano Chinese decide di cambiare vita:
lasciato
l’insegnamento, sposta la galleria a Mestre per potersi
muovere più
agevolmente sulla terraferma, inaugura la galleria con una collettiva
di nomi
prestigiosi, cui seguirà un’interessante mostra di
Tancredi Parmeggiani e
trasferisce la propria abitazione nel suo paese d’origine,
Mariano del
Friuli, non per nostalgia del paese (egli continua a viaggiare, a
seguire la
galleria a Mestre e a mantenere i propri rapporti con galleristi,
artisti e
collezionisti veneziani), ma per permettere ai figli di vivere
l’infanzia
a contatto con la natura e sistemare il proprio studio in una casa
spaziosa,
per poter riprendere l’attività di pittore.
Nel
1989 la
Galleria Nuovo Spazio presenta all’Arte Fiera di
Roma opere di Afro,
Music e Zigaina. Nel 1990 presenta Zigaina all’Artefiera di
Bologna e
organizza, nella Biblioteca Comunale di Mariano del Friuli un incontro
con
Zigaina, che presenterà il suo libro Pasolini tra enigma e
profezia.
Nel
frattempo
Chinese ha ripreso assiduamente a dipingere: egli sperimenta tecniche
diverse:
olio, “polveri preziose”, “ori
galleggianti su trasparenze
oltremare”, come dice Giuseppe Zigaina nella sua breve
presentazione del
1991, dipinge soggetti diversi, spesso legati ad esperienze della sua
vita,
esperienze culturali, provenienti dall’ambiente veneziano,
come nella
serie delle “teorie bizantine” o in
“cattedrale
lagunare” oppure a stati d’animo, a forti impulsi
emotivi. Nel 1991
scoppia la guerra del Golfo: l’emozione di questo terribile
evento, visto
nella contrapposizione tra la delicatezza di un paesaggio e la violenza
che si
scatena, ispira alcune delle sue opere.
Nel
1991
Chinese decide di presentarsi nuovamente in pubblico come artista, lo
fa però
con discrezione, quasi a vagliare in segreto le prime reazioni del
pubblico: si
presenta a Milano a casa di un amico, un amico però che
può farlo incontrare
con un pubblico smaliziato e colto, Paolo Barozzi, gallerista, figlio
di famosi
antiquari ed ex-collaboratore del Museo Guggenheim di Venezia,
l’autore
del famoso libro su Peggy Guggenheim, uscito recentemente. Nel 1992
è presente,
come pittore, all’Arte Fiera di Padova e
nel 1993 e nel 1994,
all’Arte Fiera di Pordenone.
Chinese
intanto
continua la sua attività di gallerista a Mestre, con mostre
di rilievo, come
quella di Mimmo Rotella nel 1993 e riceve gli amici a Mariano, nella
propria
abitazione: Lucienne Kilian, gallerista francese, della Galleria
Denise René;
apre la sua casa ad artisti della sua galleria ed organizza un incontro
con
Tullio Crali, che, a Mariano, nella casa di Chinese, davanti ad una
quarantina
di persone invitate, presenterà se stesso e
declamerà (cosa che egli faceva
molto raramente) le poesie di Marinetti. In quell’occasione
la figlia di
Chinese, Dunia, che da diversi anni studia danza classica e che
continuerà poi
fino ad entrare nella scuola di Reggio Emilia di Liliana Cosi e Marinel
Stefanescu, omaggerà l’artista con un balletto, su
musiche di Duke
Ellington. Da quel momento Chinese incomincia ad associare alle mostre
concerti
di vari musicisti e balletti di diversi corpi di ballo.
Intanto
i
quadri di Chinese cominciano a entrare in importanti collezioni e nelle
aste:
Casa d’Aste Stadion di Trieste nel 1993.
Nel
1994 il
Comune di S. Giovanni al Natisone (Udine) organizza una grossa mostra
personale
delle sue opere a Villa de Brandis. La mostra, che durerà
tutto il mese di
maggio, si inaugura con un concerto del soprano Martina Meo, del
conservatorio
“Benedetto Marcello” di Venezia e del pianista
Angelo Fabris, con
il balletto del “Piccolo Teatro” di Udine e, dopo
un rinfresco, con
un concerto serale del Quartetto Barocco di Venezia. Poi, ogni sabato,
per
tutta la durata della mostra, ci sarà un concerto.
Dopo
quest’esperienza Chinese viene chiamato a far parte, come
socio
fondatore, del “Progetto Musica”, di Monfalcone.
Dopo
essersi
mostrato nel suo ruolo di artista, Chinese viene invitato a diverse
mostre, a
Castelfranco Veneto, a Udine ed entra poi a far parte del gruppo
veneziano
della “Nuova Valigia”: un gruppo di pittori che,
rifacendosi al
vecchio gruppo de “La Valigia”, si ritrova in
incontri e serate
conviviali al ristorante “Alla Nuova Valigia”, in
Calle dei Fabbri,
a Venezia, dove ciascun pittore, dopo aver dipinto, come vuole la
tradizione
del gruppo, una parte di una valigia, proporrà una sua opera
nei numerosi
pannelli del locale, dedicati a tale scopo e dove vengono presentate
anche
opere letterarie, poetiche e musicali.
Chinese,
intanto, continua a frequentare gli ambienti artistici e, alla Biennale
di
Venezia, conosce Robert Rauschenberg e ad aprire la propria casa agli
artisti:
questa volta si tratta di un incontro con il pittore Ennio Finzi,
sempre sotto
lo slogan di “Incontriamoci da Luciano…una
bicchierata con le idee
di…”, come era stato per Tullio Crali.
Intanto
Luciano
Chinese affronta nelle sue opere una nuova tematica: quella
dell’albero. Si tratta di alberi antropomorfi.
“L’albero
indica la solitudine dell’individuo; indica anche, nel
contorcimento dei
suoi rami, la lotta per la vita, quindi la sofferenza.
Aggiungo:
indica certamente una pulsione verso l’alto, una forza
espansiva; e
indica (perché no?) la presenza invisibile di solide
radici.” (Paolo
Rizzi). Ma i rami si trasformano in costoloni di cattedrali gotiche:
“…subentra non di rado…un desiderio
che…ci appare
complementare: quello dell’ordine. Non pochi quadri sono
costruiti con
strutture ortogonali fatte di pezzature ben calibrate di colore.
Un’architettura dello spazio…” (Paolo
Rizzi).
Nel
1995
Chinese espone, a Venezia, al Palazzo delle Prigioni Vecchie, a
S.Marco,
accanto al Palazzo Ducale. Anche qui, il giorno
dell’inaugurazione, ci
sarà un concerto per pianoforte, balletti classici e lettura
di poesie. Nello
stesso anno viene invitato ad esporre in Austria, al Castello di
Gmünd.
In
quel periodo
Luciano Chinese scopre ed acquista in Friuli, in
una piccolissima
frazione di Taipana, un vecchio mulino, trasformato in abitazione,
prospiciente
il torrente Cornappo, accanto ad una limpidissima cascata: in questo
che egli
ritiene un paradiso ( l’acqua del torrente è
potabile, vi sono trote e gamberi
di fiume) organizza incontri, performances e mostre di scultura
all’aperto. Anche in questo caso l’emozione di
ritrovare una natura
incontaminata, lui che, trascorsa tutta la vita in una città
di pietra come
Venezia, pensava ormai impossibile questo incontro emotivo con una
natura quasi
primordiale, ispirava una serie di opere pittoriche.
Nel
1996 Luciano
Chinese espone alla Villa Nazionale Pisani di Stra (Venezia),
sulle rive
del Brenta. L’inaugurazione sarà accompagnata
anche questa volta da uno
spettacolo di danza classica.
Nel
1997 il
Comune di Pordenone lo inviterà ad una mostra a Villa
Galvani e poi esporrà con
uno stand a Rubano, in provincia di Padova. Nello stesso anno
farà una
personale alla Galleria Artisti Oggi di Dossobuono
(Verona) e poi al
Kursaal di Abano Terme (Padova), con il patrocinio del Comune,
dell’Azienda di Promozione Turistica e
dell’Assessorato ai Beni e
alle Attività Culturali.
Nel
giugno
dello stesso anno Chinese organizza, nella sua galleria di Mestre,
un’importante mostra, dedicata agli Spazialisti Veneti, con
opere di
Bacci, De Luigi, De Toffoli, Finzi, Fontana, Gaspari, Gasparini, Guidi,
Joppolo, Morandis, Rampin, Tancredi Parmeggiani e Vinicio Vianello. Nel
dicembre, invece, presenta la mostra di un nuovo movimento,
l’Iperspazialismo.
Nel
1998
Chinese presenta le proprie opere a Udine, al Centro Friulano Arti
Plastiche
“, una settantina di quadri che documentano la sua ricerca
pittorica
negli ultimi cinque anni. Due sono i temi di fondo: quello degli alberi
e
quello delle cattedrali. E’ quasi una dialettica tra natura e
intelletto,
tra lo stormire delle fronde e la misura delle ogive gotiche; ma
è anche
un’integrazione che vuol portare ad una globalità
di esperienza umana,
tesa verso la luce e quindi verso la spiritualità”
( Paolo Rizzi e Enzo
Di Martino, “IL Gazzettino” del 26 gennaio 1998).
Nel
febbraio
Chinese si riaffaccia nel mondo delle aste: Fidesarte, Venezia-Mestre,
16a
asta. Viene invitato ad esporre poi nella galleria “La
Fenice” di
Udine, nel corso di una rassegna di artisti che hanno trattato, nelle
loro
opere, l’allegoria dell’albero. Successivamente
esporrà, nella
stessa galleria, assieme a nomi noti, come Giorgio Celiberti, Fred
Pittino,
Bruno Vallan.
Apre
la propria
casa di Mariano al Movimento Iper-spazialista, per
il tradizionale
incontro del 25 aprile del movimento, dedicato all’Albero
della Poesia.
Nello
stesso
anno Chinese avrà una grande mostra personale a Trieste, al
Castello di
S.Giusto. Qui, accanto agli alberi e alle cattedrali,
c’è un nuovo sviluppo
della tematica di Chinese, che continua a sperimentare in assoluta
libertà,
dichiarando egli stesso di non volersi legare a un tema o a una
tecnica, ad un
“logo” che lo contraddistingua. Dagli alberi
antropomorfi di
Chinese, spuntano delle figure, delle “donne –
albero” che
faticosamente escono dai tronchi, come in una sorta di nascita di
Venere,
sofferta, incapaci però di liberarsi totalmente dal viluppo
dei rami e del
tronco. “La pittura dell’artista, molto colorata,
lega, nel
rivolgere l’attenzione ad una spazialità
astratto-figurativa, un forte
pathos ad una piacevole liquidità
d’effetti…opere…di segno
sicuro e di solare espressività” (Lorenzo
Michelli, “Il
Piccolo” del 5 agosto 1998).
Nel
1999
Chinese espone a Gorizia, nella Biblioteca Statale Isontina. Nel
medesimo anno
viene invitato dal critico d’arte Enzo Santese ad esporre in
una rassegna
organizzata a Lignano e in ottobre sarà la volta di
un’importante mostra,
organizzata dalle Ferrovie dello Stato, nell’ambito delle
celebrazioni
dell’anno 2000, a Villa Ca’ Zenobio, alle porte di
Treviso, dove
Chinese espone opere che partono “dall’immagine
emblematica
dell’albero come elemento vitale, quindi con un sottofondo
simbolico
– espressivo che si dipana anche e soprattutto nella
splendida resa della
luce – colore” (Paolo Rizzi e Enzo Di Martino, in
“Il
Gazzettino del 25 ottobre 1999).
La
fine del
1999 è segnata, per la famiglia di Chinese, dalla morte
improvvisa di alcuni
parenti, tra cui il suocero, il giornalista e scrittore Mario Ancona e
poi
dalla malattia e dalla morte, nel 2000, di un fratello di Luciano
Chinese,
Renzo (al quale egli dedicherà uno dei suoi quadri
più sentiti e pittoricamente
poetici).
I
problemi
familiari, ad ogni modo e l’apertura, nel 2000, di una
seconda sede della
Galleria Nuovo
Spazio a Udine, lo distolgono per un
periodo dal lavoro di pittore.
Egli inaugura
la nuova sede di
Udine con una collettiva di grandi maestri: Afro, Bacci, Baj, Dorazio, Lucio Fontana, Guidi,
Maurice Henry,
Sebastian Matta, Henry Morris, Music, Pignon, Man Ray, Marino Marini,
Mascherini, Mimmo Rotella, Scanavino, Tancredi Parmeggiani, Marc Tobey,
Vedova,
Alberto Viani e Giuseppe Zigaina; seguirà una personale di
Maurice Henry ed
altre numerose mostre, che egli spesso effettuerà in
entrambe le sedi della
galleria, a Udine e a Venezia – Mestre, tra cui
un’importante
mostra di Marcello Mascherini, in collaborazione con
l’Archivio
Mascherini, una mostra di Ferruccio Bortoluzzi, mostre di giovani
pittori
italiani e stranieri, alternate a collettive di grossi nomi
internazionali, una
mostra di vetri di Murano eseguiti da artisti giapponesi: Ikeda Masuo,
Imaї Toshimitsu,
Kurokawa
Masayuki e Sekine Nobuo e, continuando nella tradizione della galleria
di
alternare all’esposizione di opere pittoriche e di scultura
la
presentazione di opere letterarie, inviterà
l’amico Paolo Barozzi a
parlare del suo libro su Peggy Guggenheim. Nel 2001 egli
presenterà
all’Artefiera di Udine opere di Afro, di Bacci, di Guidi, di
Music, di
Vedova e di Zigaina.
Nel frattempo,
fedele
sempre alla sua passione per la natura e la libertà,
acquisterà, nei pressi di
Mariano, un terreno, tenuto a bosco e vigna, dove
trascorrerà molte domeniche a
tagliare rami secchi e sterpaglie e dove, in occasione delle vendemmie,
chiamerà amici artisti e galleristi, veneziani o stranieri,
a fare un’esperienza
di contatto con la campagna, organizzando grigliate e facendo
assaporare il
proprio vino e prenderà anche un camper, con cui viaggiare
in Italia e
all’estero, senza legami, con la famiglia o con gli amici e
con il cane
che lo segue ovunque nelle sue passeggiate.
Quando, dopo
questa
interruzione, egli riprenderà a dipingere sarà
ancora qualcosa di nuovo: pur
continuando a dare la prevalenza all’aspetto della tecnica
pittorica,
egli inserirà dei vetri di Murano (pezzi colorati, ricchi di
sfumature e di
riflessi, bacchette di vari colori, trasparenti, atte a riflettere la
luce in
una dimensione pittorica fortemente emotiva) su un fondo dipinto. Gran
parte di
questi quadri sono racchiusi in una teca trasparente di plexiglas,
creando così
un quadro – oggetto, un quadro – scultura.
Queste opere
riscuotono
immediatamente un notevole interesse e Chinese, nell’aprile
del 2003,
esporrà a Parigi, nella Galleria
“Artis”, nella prestigiosa
Avenue Matignon, il cuore delle più importanti gallerie
parigine e, pochi mesi
dopo, nella Galleria “Sauveur Bismuth”,
a fianco a Notre
– Dame.
Nel frattempo
rivede, in
occasione dell’inaugurazione del Museo di Rovereto, il
vecchio compagno
di corso, Mario Botta; riincontra, all’inaugurazione della
mostra di
Music, il giornalista Demetrio Volcic e in occasione di mostre delle
proprie
opere o nella propria galleria o di grosse mostre di pittori che egli
aveva
presentato ed ora erano diventati famosi, i critici d’arte e
i pittori
che aveva frequentato in gioventù o nel corso della propria
carriera; conosce i
critici d’arte Goldin, Caldura e Segato e incontra Carlo
Milic, che
scriverà e parlerà di lui, valutando
positivamente la sua opera e collocandolo
tra i pittori spazialisti, cui egli è collegato con
originalità e modernità,
lui che alla sua galleria, fondata
all’epoca delle imprese
spaziali, aveva dato il nome di Nuovo Spazio e gli
organizzerà anche
una mostra a Trieste, nella Galleria Comunale di
Muggia.
Il Comune del
suo paese, nel
2003, gli organizza una mostra antologica, dove
Chinese presenta, nella
Sala Consiliare del Comune, le opere più vecchie e, nella
sede della
Biblioteca, le opere recenti, quelle con i vetri di Murano. La mostra,
presentata da Carlo Milic, avrà un notevole successo,
conterà un grosso
afflusso di pubblico e un notevole riscontro nei giornali.
Nel 2002
Chinese viene invitato
dal Museo Pagani di
Castellanza
-Varese, che ha preso
una delle sue
opere, ad allestire, per l’anno 2004, una mostra
personale nella
propria sede.
Nello stesso
anno, la Biblioteca
Nazionale Isontina richiede un suo quadro. Il Comune di Moraro
(Gorizia) lo
invita e gli organizza una mostra personale. In
occasione del Forum de
las Culturas di Barcellona del 2004, la Dates Automovil
España (società
multinazionale di elaborazione dati e di sviluppo informatico con
tecnologie di
punta) lo invita ad esporre nella propria sede di Barcellona proprio a
fianco
del Museo
Tapies.
Questa mostra
troverà
riscontro nei giornali nazionali spagnoli (“ABC”,
“El
Mundo”, “La Vanguardia”) e nella stampa
italiana, tanto che,
al suo ritorno, verrà invitato ad allestire la mostra al
Centro Candiani
di Venezia -
Mestre.
Le sue opere si
affacciano
nuovamente alle aste (Casa d’Aste
“Stadion” di Trieste e Casa
d’Aste “Fidesarte” di Venezia-Mestre ).
In occasione della 61a
Mostra Internazionale del Cinema di Venezia viene invitato a
presentare le
sue opere all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, alla
presenza di
personalità della cultura e dello spettacolo. Conosce il
fotografo Fulvio
Roiter e la cantante Ivana Spagna, riincontra amici giornalisti ed
artisti come
Ferruccio Gard. Anche il mondo della rete comincia ad accorgersi della
sua
presenza, inserendolo nel Catalogo Comanducci e tra gli artisti
emergenti nel
catalogo della Nuova Artesegno.
Chinese intanto
riapre la
stagione nella galleria Nuovo Spazio,
presentando
un artista veneziano, vissuto a lungo in
Giappone, che ha viaggiato in India, nel Nepal e ha fuso la sua
pittura,
formatasi nella cultura del vetro della “Fucina degli
Angeli”, con
lo spirito e le tecniche del mondo dell’arte e del teatro
giapponese,
Silvano Belardinelli, che egli presenta a Udine, durante le
manifestazioni del
“Friuli doc”.
I quadri di
Chinese ritornano
all’asta da Fidesarte Venezia – Mestre. Nel 2005
riceve un premio
alla carriera, che ogni anno viene conferito a personalità
della cultura, del
giornalismo, della poesia, dello sport , “El Vovo de
Venexia”
– Venezia.
I suoi sponsors
spagnoli gli
costruiscono il sito ufficiale, in cinque lingue:
www.luciano-chinese.com, il
quale vincerà il prestigioso Gold Kara Award al miglior
sito d'arte
contemporanea in marzo del 2006.
Successivamente
si
presenta in Svizzera, a Lugano, con una mostra personale
da Rinaldo
Invernizzi. Lì incontra personalità
dell’arte e della cultura, tra cui la
direttrice della Casa d’aste Christies di Lugano, Franco
Marinotti, della
Play Gallery di Berlino, viene raggiunto, per l’occasione,
dai suoi
sponsors della mostra in Spagna, da galleristi e collezionisti.
Nell’estate del 2005 Asta a Trieste, casa d’Aste
Stadion.
In novembre del
2005 espone in
una mostra personale a Madrid, sponsorizzata da DATES SL
e FACONAUTO,
con presentazione al Museo Thyssen-Bornemisza e
poi in una mostra
personale ad Alcobendas (Madrid) sponsorizzata da DATES
SL e
Mitshubishi Motors
España.
Nell’agosto 2005 si presenta a Cortina d’Ampezzo,
nella villa del
Prof. Dal Zotto e sig.ra Daniela Altissimo. E’ presente poi
alla fiera
d’arte a Padova, con molte sue opere, abbinate ad opere di
artisti
spazialisti veneti, Bacci, Morandis, Guidi. Mostra “Momenti
d’Arte” sponsorizzato da Ca t
Studio –Venezia-Mestre con la
partecipazione di noti critici d’arte (Philippe Daverio, Ernesto
Luciano
Francalanci) e ospiti
illustri.
Chinese poi viene invitato e partecipare al simposio
internazionaleorganizzato
dalla Biennale di Venezia e voluto dal futuro curatore Robert
Storr, dove
si danno appuntamento tutti i direttori delle Biennali internazionali e
direttori di Musei, per dare relazione delle loro esperienze.
Nel dicembre
2005 Chinese viene
invitato a partecipare al Concorso organizzato dalla Telecom
al
“Future Center” di Venezia per un breve racconto in
cui si ricorda
un Natale particolare e risulta sesto tra i premiati, con il racconto
“Natale friulano”.
Il 15 gennaio
2006 e poi
in date successive viene presentato su Canale
Italia / 883 Sky,
in Arte Mega e
apparirà anche, in più riprese, sul
canale televisivo Televenezia, dove, in occasione
di interviste a
personaggi politici o dell’imprenditoria, tra cui il sindaco
di Venezia,
il filosofo Massimo Cacciari, verranno esposte e
presentate alcune
opere di Chinese.
La
pittura è ritornata ad essere, per lui, l’impegno
principale, il campo quotidiano
di sfida su cui misurare le proprie aspirazioni umane e creative.
Nel
2007 esce una sua
monografia, curata da Toni Toniato,
che presenta le opere dell’ultimo perido, quelle
più vicine allo spazialismo,
con un breve excursus su opere precedenti. Quest’opera, che
viene subito
accolta nelle principali librerie e nei bookshops di Ca’
Pesaro a Venezia e
dell’Accademia di Brera, a Milano, nella libreria Electa di
Milano, in Piazza
Duomo, nel bookshop di Villa Manin, a Passariano (Udine)e viene presentata
dapprima
all’estero, in Germania e in Austria, in occasione di mostre
personali e
rassegne di Chinese, poi in Svizzera e solo più tardi in
Italia, in varie sedi
e con autorevoli curatori, per poi approdare alla Galleria
Internazionale d’
Arte Moderna di Ca’ Pesaro, a Venezia, con la presentazione
dello stesso
Toniato e del direttore del Museo di Ca’ Pesaro, dott. Fuso.
In questo periodo
Chinese inizia una nuova avventura, quella delle installazioni.
L’opera, che si
presenta con una elegante rilegatura cartonata, con applicazione di
specchi,
tratta da un’idea dell’artista stesso, fa sorgere
in Chinese il desiderio di far
diventare la presentazione del libro un evento ed un’opera
essa stessa: durante
le presentazioni egli crea delle installazioni con i libri e con
alcune
sfere di metallo, cui affianca qualche sua opera pittorica
significativa. Da
questo momento le presentazioni si susseguono ed anche le richieste
delle sue
opere pittoriche: Libreria Bocca,
di
Milano specializzata nel libro d’arte.
Nata a Torino nel 1775, oggi è una delle più
antiche aziende librarie rimaste
in attività. Le sue funzioni sono ripartite su tre aziende,
la Libreria Bocca,
la Casa Editrice Bocca e il Giornale Arte Incontro in libreria, tirato
in
10.000 copie e diffuso in 29 paesi. Questa storica Casa Editrice
annovera tra i
suoi autori Gioberti, Pellico, Previati, Segantini, Nietzsche,
Kierkegaard,
Freud. Luciano Chinese è stato invitato in
quell’occasione a presentare
un’opera che è andata a decorare il pavimento della
libreria stessa, accanto ad
opere di artisti famosi, come Lucio Del Pezzo, Enrico Baj, Alighiero
Boetti,
Piero Dorazio, Giovanni Frangi, Ugo Nespolo, Luca Pignatelli,
Giò Pomodoro, Mimmo
Rotella e molti altri Poi sarà la volta della Libreria
Feltrinelli di Udine, dove Chinese verrà presentato dal
critico d’arte
e curatore Riccardo Caldura.
L’opera
è
entrata anche a far parte della collezione
della Biblioteca Nazionale di Francia, nella prestigiosa sede della Biblioteca
François Mitterand,
a Parigi e del New Museum of Contemporary Art di
New York. La sua
monografia viene presentata dalla Regione Veneto alla Fiera
Internazionale del Libro di Torino e dalla Regione Piemonte alla Fiera
Internazionale del Libro di Città del Capo (Sudafrica). Ancora,
la Regione Veneto lo invita a presentare l'opera a Mestre, a Villa
Settembrini, una Villa veneta donata alla Regione e lì viene
nuovamente presentato dall'autore, Toni Toniato. In quest'occasione
Chinese farà una nuova installazione, usando come sfondo una
lieve cascata d'acqua che separa l'ingresso della sala dove avviene la
presentazione dal giardino di Villa Settembrini. Da questo momento
Chinese non cessa più di
dedicarsi alla pittura, cercando tecniche espressive e soggetti nuovi
ed entra
con le sue opere nelle principali aste. Dal 12 aprile al 3 maggio
espone per la seconda volta nelle aree espositive della Zona
Grandi Servizi territoriali, a Castelfranco Veneto e nel settembre del 2008 viene invitato al Festival Internazionale d'arte di
Kharkov (Ucraina), organizzato con la collaborazione degli Istituti di Cultura e
per il quale otterrà il Patrocinio dell'Unesco di Udine, dove terrà dei
masterclasses e riceverà il primo premio per un disegno eseguito in
quell'occasione. Al suo ritorno esporrà le sue opere a Trieste, in una
mostra personale organizzata dall'Associazione Acquamaria nello storico Caffé S.
Marco, dove verrà presentato dalla vicedirettrice dell'Unesco di Udine.
Opere dell'artista figurano in importanti collezioni e in vari cataloghi di Case d'Asta. Documentazione relativa all'opera dell'artista si trova all’Archivio Storico della Biennale di Venezia, alla Fondazione Ragghianti di Lucca, all'Archivio Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Museo Bandera di Busto Arsizio (Varese), all'Istituto di Cultura tedesca a Firenze, al Centro Friulano Arti Plastiche di Udine, Biblioteca Nazionale Isontina di Gorizia, Museo Pagani – Castellanza (Varese), Dates Automovil España , Barcellona (Spagna), Quadriennale di Roma, Museo Cantonale d’Arte di Lugano (Svizzera), Catalogo Comanducci, Museo vetrario Berengo (Murano – Venezia), Museo d’arte erotica di Venezia.
A cura di Mila Ancona, Mariano del Friuli, gennaio 2005